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giovedì 29 dicembre 2011

Fisica quantistica e processo di guarigione (2)

(continuazione del post precedente)


Il principio dell'entanglement (intreccio), già ipotizzato negli anni Venti e poi provato con esperimenti accurati dal fisico francese Aspect nel 1982, dimostra che due particelle, compresi gli atomi, a prescindere dalla distanza che vi è tra loro, sono sempre e comunque collegate. Se cambia un elettrone, si conforma simultaneamente anche l'elettrone a distanza. Rimangono intrecciati in quanto parte di uno stesso sistema.
Anche le persone, che sono composte da atomi, sono in collegamento tra loro.
Oltre all'entanglement, altro caposaldo della quantistica è l'equazione del fisico Pauli; la persona può essere vista come massa, ma si può trattare come energia, a livello elettromagnetico. L'equazione spiega come evolve una particella quantistica nello spazio-tempo.
Vi sono state molte interpretazioni di questa equazione.
Una di esse è la teoria del multiverso di Everett, che dice che ognuno di noi si realizza in infinite sovrapposizioni in infiniti mondi coesistenti al di fuori del nostro spazio-tempo. Se questo è vero, ci saranno infinite gradazioni tra l'essere malato e l'essere sano e vi saranno molte possibilità di intervento dal punto di vista terapeutico.
A me sembra un'affermazione da film di fantascienza, ma vi sono serissimi siti web di fisica  che parlano di queste cose.
Un'altra interpretazione, ortodossa ma molto criticata, afferma che queste sovrapposizioni ad un certo punto non ci sono più, avviene il collasso della funzione d'onda. In questo caso, il terapeuta o il farmaco cercano di produrre un collasso della funzione d'onda terapeutico sulle infinite sovrapposizioni.
Interessante a questo proposito l'esperimento del paradosso del gatto di Schrodinger. Gatto vivo o gatto morto? La quantistica ci insegna che non si parte battuti, che in sovrapposizione, tutto può essere possibile.
Vedremo meglio le implicazioni di questi concetti con il processo di guarigione.

martedì 27 dicembre 2011

Fisica quantistica e processo di guarigione

Quando ho iniziato a sentir parlare di fisica e psicologia quantistica, subito mi sono molto incuriosita; poi nei primi seminari con Enrico Bondi,confesso di aver  avuto spesso dei momenti di scetticismo e quasi di rifiuto rispetto a certe affermazioni; devo dire di essere stata trattenuta dal desistere dall'atteggiamento di Carla, la  mia Maestra di Yoga, persona molto colta e saggia,   la quale sembrava capire e confermare tutto ciò che Enrico ci diceva.
Prima di raccontarvi i contenuti di questi incontri, mi pare importante partire da ciò che è stato scientificamente provato attraverso gli esperimenti condotti nel corso di molti anni, anche se diverse sono le interpretazioni date ai risultati ottenuti.
A questo scopo, riporto una sintesi della conferenza tenuta dal dr Francesco Burrai, medico dell'Università di Bologna, a Torino lo scorso febbraio nell'ambito del Progetto Salute 2011, dal titolo "Aspetti quantistici nel processo di guarigione", per cercare di avere qualche informazione di base su quali siano le evidenze scientifiche della meccanica quantistica e alcune conseguenze nella pratica.
Questo è quanto io ho capito e mi scuso se ci saranno delle  imprecisioni.
La fisica quantistica descrive fenomeni che non sono esterni a noi, ma che avvengono anche ora, nel nostro corpo.
Un primo aspetto riguarda il fatto che la stessa cosa si presenta in un esperimento in due modi diversi. Vediamo la luce perchè siamo colpiti da particelle, i fotoni, i quali negli esperimenti di laboratorio, che vengono illustrati nella conferenza, sono contemporaneamente un puntino (di materia) e un'onda.
Anche atomi e molecole rispondono allo stesso meccanismo, come pure il nostro corpo che di questi è composto.
Un altro concetto introdotto dalla fisica quantistica è quello di sovrapposizione. Siamo abituati a pensare che ci sia una cosa o un'altra, ad esempio o la malattia o la guarigione.
E' stato dimostrato invece, che tra la malattia e la guarigione coesistono infiniti piani di sovrapposizione, che ci riportano al concetto di "risorsa interiore".
Siamo fatti di atomi ed elettroni e se la malattia è uno sbarramento chimico, e la chimica lavora quantisticamente, le malattie sono alterazioni biochimiche e quindi legate a qualcosa che è successo a livello quantistico.

(continua)

domenica 25 dicembre 2011

Un pensiero sul Natale


Sul sito della casa editrice Prosveta, è possibile iscriversi ad una mailing list per ricevere "un pensiero al giorno" tratto dagli scritti di Omraam Mikhael Aivanhov, filosofo e pedagogo bulgaro, un grande maestro.
Questo è il pensiero di oggi:

pensiero del domenica 25 dicembre 2011 
"La nascita di Gesù è stato un avvenimento storico di un'importanza capitale. Ma se fosse stato sufficiente che Gesù nascesse duemila anni fa, perché mai il Regno di Dio non è ancora giunto sulla terra? Guerre, miserie, malattie... tutto questo dovrebbe essere scomparso…
Il vero discepolo sa che la notte di Natale il Cristo nasce nel mondo sotto forma di luce, di calore e di vita, e prepara le condizioni adatte affinché il Fanciullo divino possa nascere anche in lui. Sì, perché si potrà rileggere la storia della nascita di Gesù quante volte si vorrà, e cantare «È nato il divino Bambino», ma finché il Cristo non nasce in noi, tutto ciò non servirà a niente. Sta ora a ciascuno avere il desiderio di far nascere il Cristo nella propria anima e di diventare come Lui, affinché la terra sia tutta popolata dal Cristo! È questo che Gesù chiedeva quando diceva: «Chi crede in me farà le opere che io faccio e ne farà anche di più grandi». Ebbene, dove sono le opere più grandi di quelle di Gesù? Mostratemele…
Per alcuni, il Cristo è già nato e per altri nascerà presto… Tutto sta nel preparare delle condizioni."


Buon Natale a tutti!

domenica 18 dicembre 2011

Nulla da cercare, solo vivere


Enrico ci ha mandato come saluto, insieme alle dispense,  queste esortazioni di Madre Teresa di Calcutta, approposito del non attaccamento:

ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire
lavora come se il denaro non contasse nulla
canta come se nessuno ti ascoltasse
danza come se nessuno ti guardasse
vivi il paradiso come se fosse sulla terra
Madre Teresa di Calcutta


e Antonella ha rilanciato con questa citazione:
                                      La vita
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è  promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
Madre Teresa

sabato 17 dicembre 2011

Nulla da cercare

Ho iniziato a leggere un nuovo libro di Thich Nhat Hanh che si intitola "Nulla da cercare" - Un commento alla raccolta di Linji.
Linji era un monaco buddista cinese vissuto nella prima metà dell'800.
Dopo aver studiato a lungo i testi sacri, si accorse che solo lo studio non serviva molto a progredire sulla strada della comprensione e della trasformazione, ma che si doveva anche, e soprattutto, vivere pienamente ogni momento della vita.
Sosteneva che era importante che ogni essere umano avesse  la consapevolezza di aver bisogno soltanto di risvegliarsi alla sua vera natura e di vivere in maniera semplice.
Definisce chi vive in questa consapevolezza "un uomo senza impegni", cioè chi non si attacca a nulla, ai punti di vista, alle idee sulle cose; chi non ha bisogno di avere successo a tutti i costi e lasciare tracce dietro di sè. Chi si impegna nel proprio ambiente vivendo liberamente, fedele a sè stesso; chi impara a non farsi trascinare da passato e futuro, a vivere nel momento presente.
Non è affatto facile ai nostri giorni seguire questi insegnamenti; siamo abituati ad avere sempre qualcosa da fare, qualcosa da dimostrare, da pensare, progettare.
Ma vale sicuramente la pena di riflettere sugli insegnamenti del non attaccamento, a cercare di dare significato a tutto ciò che facciamo, anche a ciò che ci sembra noioso; a semplificare e cercare di liberarci  da bisogni e desideri immaginari.
Come sempre il maestro Thay sa  presentare in maniera semplice e rendere accessibili testi antichi difficili da interpretare ai giorni nostri. Riporterò più avanti quanto ci raccontano Linji e T.N. Hanh.

giovedì 8 dicembre 2011

Affrontare lo stress

Un buon adattamento alle situazioni difficili comporta creare spazi che ci ridiano gioia e vitalità, coltivare interessi e relazioni.
A volte però si creano strategie di adattamento non appropriate, come ad esempio non voler riconoscere o ammettere l'esistenza di tensioni, di avere dentro di sé dolore o rabbia.
Oppure affrontare lo stress con fumo, alcolici, farmaci, droghe.
Anche il cibo può essere usato anzichè per nutrirci, per affrontare un momento o una situazione emotivamente difficile.
Queste sono risposte che creano ulteriori pressioni e stress e impediscono di affrontare efficacemente i problemi, di crescere e guarire.
L'alternativa sana a queste risposte autodistruttive è non reagire allo stress, ma cercare delle risposte.
Immettere consapevolezza, cioè essere consapevoli di quello che ci succede nel momento in cui sta accadendo.
Non rispondere reprimendo i pensieri e le emozioni che emergono, ma riconoscere l'evento stressante, il nostro impulso a reagire, emozioni, pensieri, sensazioni.
Questo atteggiamento riduce l'intensità della reazione.
Non è facile, l'attenzione e la calma vanno praticate a lungo, durante tutta la giornata; spesso la risposta potrà essere una semplice accettazione di ciò che è.
In molti casi lo stress deriva dalle necessità di conferma del nostro ego, ma qui si apre un altro discorso che va affrontato a parte.
Di fronte all'evento stressante, a volte per calmarci basta dire " Eccomi in una situazione di stress", portare consapevolezza su ciò che avviene nel nostro corpo.
Può essere anche utile portare l'attenzione al respiro, staccare un attimo dalla situazione, sentirsi meno identificati in essa.
E poi quando la causa dello stress è passata, rendersene conto e concentrare la nostra energia nel presente, cercando di evitare di rimuginare troppo.
Data la risposta stacchiamoci da quella situazione.
Insomma, ancora una volta il segreto sta nell'ascolto, nell'osservazione, nell'accettare ciò che è, e da qui, trovare le risposte.

mercoledì 7 dicembre 2011

Che stress...!

Ogni essere umano viene normalmente sottoposto ad una serie di stress, a cui si trova una risposta, ci si adatta e si ritrova l'equilibrio psico-fisico dopo il momento di crisi.
Vi sono però reazioni automatiche che nascono dall' inconsapevolezza, che spesso ci impediscono di vedere con chiarezza i problemi, di essere creativi nelle risposte e di esprimere le nostre emozioni.
Troppe reazioni inconsce accrescono il rischio che si producano dei danni.
Eventi di stress possono essere i problemi economici, di relazione, di salute. A volte nascono al nostro interno, ad esempio il timore di una malattia e di un abbandono, fattori che possono avere un effetto molto debilitante se prolungati nel tempo.
In risposta allo stress, l'organismo mette in moto una reazione di allarme, reazione che ci permette di mobilitare le nostre risorse.
Si crea uno stato di sovraeccitazione simile a quello degli animali, che si chiama "reazione di combattimento o fuga". A differenza degli animali, i quali dopo il combattimento o la fuga, si stancano ma poi riposano e recuperano l'equilibrio psicofisico, noi di solito interiorizziamo, facciamo finta di nulla e teniamo all'interno la nostra carica emotiva. Tutti i giorni ci troviamo a dover affrontare grandi o piccoli stress di cui spesso reprimiamo la reazione di combattimento o fuga, che non riteniamo essere socialmente accettabile, e se non troviamo un modo sano per scaricare la tensione, ci possiamo ritrovare con disturbi quali insonnia, mal di testa, ansia, problemi digestivi o cardiaci.
 La consapevolezza può aiutarci ad evitare troppi guai. Vedremo come fare.

martedì 6 dicembre 2011

Creare la nostra realtà

Molti hanno la convinzione che l'umanità stia compiendo un salto quantico in avanti nello sviluppo evolutivo. Vi è un cambiamento della visione del mondo, sul chi e come veramente siamo.
Secondo la scienza tradizionale, tutto ciò che non può essere percepito dai cinque sensi, sperimentato, misurato, non esiste.
 La fisica quantistica mette in discussione questi principi. Vi sono stati negli anni esperimenti che hanno dimostrato eventi che sono in contrasto con la scienza tradizionale. Ad esempio che la velocità della luce non è un limite assoluto; oppure che due particelle quantiche inizialmente unite e poi messe a grande distanza, se una viene modificata, cambia istantaneamente anche l'altra.
 Abbiamo certamente ancora moltissimo da scoprire, ma si può comunque affermare che l'universo è composto da una fittissima rete di energie in connessione tra loro e  che esiste oltre alla realtà materiale, una dimensione non-fisica.
Nella prospettiva quantistica, è la coscienza che crea il mondo materiale, è l'intenzione che collassa la materia.
L'osservatore crea la sua realtà: siamo noi quindi ad influenzare quanto ci accade per la salute, nelle relazioni, in ogni campo.
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